Abbiamo un’alternativa per rilanciare il settore dell’edilizia.

Foto: www.autobrennero.it
Nel corso del dibattito circa la realizzazione della terza corsia, dinamica o non, sull’autostrada del Brennero, molte delle argomentazioni a favore puntano ad indicarla come un’opera idonea a rilanciare l’economia attraverso l’avvio di lavori pubblici per un settore come quello delle costruzioni che è in grave crisi. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo invece che la realizzazione di un’infrastruttura di trasporto vada valutata solo per la sua capacità di affrontare efficacemente o meno un’esigenza di trasporto tenendo conto dei costi e degli impatti ambientali. Inoltre tale investimento deve essere confrontato con altri investimenti alternativi per capire quale è più vantaggioso e prioritario visto che le risorse a disposizione sono comunque limitate.
Va registrato innanzitutto il sensibile calo del traffico sull’A22 nell’ultimo anno, inoltre non si prevede a livello europeo una rapida ripresa dell’economia anche a causa del forte indebitamento dei governi che imporrà sacrifici ai cittadini per riequilibrare i conti ed evitare così una nuova crisi finanziaria, quindi è improbabile che a breve si possa verificare un nuovo boom dei trasporti su gomma. L’obiettivo dichiarato della Provincia è sempre stato invece quello dello spostamento del traffico merci dalla strada alla rotaia per ridurre l’impatto del traffico autostradale sulle comunità attraversate e proseguire sulla strada di una riduzione del consumo di combustibili fossili e della produzione di inquinamento. Chiediamo quindi alla giunta provinciale di non cambiare strategia per quanto riguarda i trasporti merci mentre abbiamo una proposta concreta per quanto riguarda la crisi del settore delle costruzioni.
La soluzione ideale dovrebbe avere queste caratteristiche: 1) portare un beneficio netto alla collettività nel suo complesso e non solo ad un settore economico, 2) prevedere attività ad elevata intensità di manodopera così da creare/conservare molti posti di lavoro, 3) favorire in modo naturale le imprese locali, 4) possibilmente essere vantaggiosa per l’ambiente.
La soluzione da noi individuata riteniamo rispetti tutti e quattro questi criteri: estendere il progetto CasaClima ai condomini privati avviando una grande operazione di ristrutturazione con il sostegno di finanziamenti pubblici e privati. Considerate le migliaia di condomini da ristrutturare presenti in provincia di Bolzano, un tale progetto porterebbe ad un risparmio enorme sui costi di riscaldamento e raffreddamento per le famiglie, impiegherebbe a tempo pieno artigiani, professionisti ed imprese per molti anni, favorirebbe le imprese locali che hanno un vantaggio competitivo in questo settore rispetto a quelle di fuori provincia senza violare alcuna regola di mercato e porterebbe ad un abbattimento drastico delle emissioni inquinanti e del consumo di combustibili fossili.
Attualmente il progetto CasaClima coinvolge per lo più edifici pubblici e case unifamiliari perché in molti condomìni è difficile giungere autonomamente al consenso per tali ristrutturazioni perché i proprietari di case in affitto non pagano direttamente i costi energetici e quindi hanno un minore incentivo ad investire e molti altri proprietari mancano dei fondi necessari a tale investimento e in un momento di crisi non sono disponibili a chiedere un finanziamento alle banche.
Anche se i benefici dei progetti di ristrutturazione di interi condomìni si ottengono nel corso degli anni, dal punto di vista strettamente economico si tratta di investimenti molto vantaggiosi con rendimenti intorno al 10% e con rischio ridotto. Il compito della politica è allora quello di creare le condizioni giuridiche, organizzative e legislative per fare in modo che investitori istituzionali pubblici e privati possano finanziare quella parte di investimento che alcuni proprietari di casa non sono disposti a compiere, per poi dividere con essi i benefici di tale investimento. In gergo tecnico questi accordi esistono e prendono il nome di “contracting”. Con l’occasione si potrebbe affrontare finalmente in modo sistematico anche il problema dell’amianto eliminandolo completamente da tutti gli edifici in ristrutturazione.
Sergio Fedele
Dipartimento provinciale Energia e Ambiente
Italia dei Valori Alto Adige-Südtirol