febbraio 2, 2011 | by Idv Alto Adige
La Banda Bassotti: Bondi e Durnwalder

Durnwalder annuncia che il bassorilievo con il Duce a cavallo a Bolzano e il monumento all’alpino a Brunico saranno rimossi e sistemati in un qualche museo, come da accordo sottoscritto dal ministro per i Beni culturali, l’(poco)onorevole Bondi. Holzmann motiva la sua autosospensione dalla carica istituzionale che ricopre-come anche quella del vicepresidente del Consiglio provinciale […]

Banda Bassotti - Bondi e Durnwalder

Durnwalder annuncia che il bassorilievo con il Duce a cavallo a Bolzano e il monumento all’alpino a Brunico saranno rimossi e sistemati in un qualche museo, come da accordo sottoscritto dal ministro per i Beni culturali, l’(poco)onorevole Bondi.

Holzmann motiva la sua autosospensione dalla carica istituzionale che ricopre-come anche quella del vicepresidente del Consiglio provinciale Minniti e dei consiglieri- nel seguente modo:” L’accordo ha scosso l’opinione pubblica locale (…) e umilia la comunità di lingua italiana che il Pdl ha promesso di tutelare…”

Ora, fa un po’ sorridere tale scoramento oppure erano così ingenui i nostri politici locali da credere che l’astensione dal voto della Svp  per non affossare il Governo Berlusconi a Roma – ed in più di una occasione sia chiaro!- poteva  essere concessa a titolo del tutto gratuito!?

Ma quando mai in politica si fanno sconti o regalie senza avere un tornaconto, il più sostanzioso possibile ovviamente! E così si è smembrato il Parco dello Stelvio, per accontentare le richieste del partito altoatesino ed altro ancora che non sto a rimestare…

E mi immagino che per il Ministro Bondi la richiesta di rimozione del Duce a cavallo, che campeggia davanti al palazzo di Giustizia del capoluogo altoatesino, sia parsa perfino irrisoria, una briciola da concedere senza patemi d’animo. Non si è accorto dei cedimenti di Pompei se non a disastro avvenuto, vuoi che si informi prima sull’eventuale significato e valore che  tali opere possono avere per il gruppo etnico italiano che vive in alto Adige da quasi cent’anni,  abbandonato per lo più  al suo buon senso?

Holzmann ed i suoi del Pdl si astengano da reazioni plateali per intenerire il cuore di Bondi ( ci tiene più al suo adorato Berlusconi che agli italiani in Alto Adige, ovvio!) o per sollecitare una rinuncia di Durnwalder.

Louis fa né più né meno quello che fanno tutti i politici, porta acqua al suo mulino per alimentare i consensi del suo elettorato. Non è questione di essere anti-italiano quando ci invita a non fossilizzarci sui relitti fascisti come il bassorilie vo col Duce e il monumento all’alpino, piazzato a Brunico per glorificare la guerra d’Abissinia.

A noi dell’Idv, non ci scompone più di tanto se viene rimosso il Duce col suo cavallo e messo in qualche angolo oscuro di un oscuro museo… tanto nessuno più lo guarda e i giovani manco sanno perché è lì!

Diverso, invece, è il discorso sulla statua dell’alpino, perché l’alpino rappresenta nell’immaginario collettivo di tutti gli italiani un esempio di altruismo, di sacrificio, di dedizione non solo alla patria, ma a chi soffre, a chi ha bisogno di tutela, di pace, sotto ogni cielo e senza distinzione di razza, al di là del contesto storico in cui opera.

L’alpino che viene ammazzato in missione di pace in Afganistan, in Iraq, è considerato un eroe che merita i funerali di stato; l’alpino ammazzato nella guerra di Abissinia o in tutte le altre guerre assurde intentate dai potenti di turno per motivi di conquista e di dominio oggi ha una funzione di monito: ricordare gli errori del passato per evitare che vengano ripetuti e invitare quelli che lo guardano alla solidarietà.

Quindi non ha nessun senso chiederne la rimozione. E’ una forzatura da parte dell’Svp, del tutto incomprensibile per gli italiani, che sono amareggiati per l’accordo caduto come una tegola sulle loro teste, nel solito modo di negarne il diritto di essere consultati, di poter essere partecipativi nelle scelte che piovono sempre dall’alto, a cose fatte.

Sono doppiamente amareggiati molti italiani, anche perché  politici della destra al Governo a Roma cancellano, senza patemi d’animo e senza consultare preventivamente chi di dovere, un  pezzo di storia, che è anche la storia fondante della loro ideologia!

Tutto ha un prezzo e tutto si può vendere e quindi comprare!

A noi dell’Idv non importa se viene rimosso il bassorilievo del Duce a cavallo, può essere messo a riposo senza farci star svegli la notte!

Il fatto è che non contano niente né per Bondi né per Durni, la banda Bassotti di turno, che molti italiani si sentano a volte ancora esuli in patria, nonostante che da anni – in alto loco- si porti l’AltoAdige ad esempio da copiare per la multiculturalità fattiva, per la convivenza partecipativa, perché questa è terra di isola felice.

Felice per chi?

Annarita Montemaggiore

addetta stampa Idv

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