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REFERENDUM NUCLEARE

Il ritorno del nucleare in Italia.

Secondi i piani del governo, dal 2013 dovrebbe partire la costruzione di almeno 4 centrali nucleari in Italia. La loro realizzazione sarebbe gestita dall’agenzia francese Areva. Prima della costruzione, una speciale agenzia per la sicurezza nucleare deve essere creata e deve definire i siti dove verranno costruite le centrali. Sul piano legislativo, la tecnologia nucleare è stata reintrodotta attraverso più interventi normativi: il ddl Ronchi del 2008, che reintroduce il nucleare nel mix energetico italiano, la legge del 23 luglio 2009 sulla delega al governo in materia nucleare, il dlgs 31/2010 che specifica i criteri di costruzione delle centrali e di smaltimento delle scorie nucleari.

Perchè siamo contrari.

Il nucleare è una tecnologia obsoleta, costosa, inutile e pericolosa, comunque non adatta all’Italia. Non guarda al futuro, perchè si basa sulle scorte di uranio, in via di esaurimento come il petrolio. Non tiene conto del passato, costellato di grandi incidenti catastrofici e di migliaia di piccoli incidenti meno noti ma sempre pericolosi. In Francia ce ne sono più di 100 all’anno. E non affronta i problemi del presente: a fronte di enormi investimenti (nessun privato al mondo riesce a costruire centrali senza l’aiuto dei governi), quindi di costi insostenibili e di bollette più care per i cittadini, 4 centrali nucleari fornirebbero solo l’8% dell’energia che ci serve. Inoltre i tempi sono incerti: in Francia e Finlandia i continui ritardi stanno alzando sempre più i costi. Il nucleare produce scorie che durano migliaia di anni e che non sono ad oggi stockabili, e consuma enormi quantità d’acqua creando problemi e pericoli idrogeologici. Inoltre il progetto originario del governo era di ignorare il parere delle regioni: nessuno vuole le centrali, e il governo lo sa.

Il quesito referendario.

Il quesito referendario contro il nucleare di Italia dei Valori vuole evitare che il governo realizzi questa maxitruffa ai danni dei cittadini italiani. La lunghezza e la complessità del quesito sono dovute al fatto che il ritorno del nucleare in Italia è stato organizzato attraverso tanti piccoli provvedimenti, che sono da cancellare uno per uno. Il quesito si propone di cancellare ogni riferimento, nella normativa vigente, che permetta l’avvio del piano nucleare del governo: verrebbero quindi abrogati l’inserimento del nucleare nella strategia energetica nazionale, la delega al governo in materia, la nomina della società garante, le procedure per la  definizione dei siti, le direttive di gestione delle scorie.

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